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Lampedusa, strage di Migranti: 11 cadaveri recuperati dalla Geo Barents

Ennesima strage di migranti: verranno sbarcati a Lampedusa gli 11 cadaveri recuperati, ieri, in area Sar libica, dalla nave Ong Geo Barents di Medici Senza Frontiere

Pubblicato il 8 Giugno 2024

Ennesima strage di migranti: verranno sbarcati a Lampedusa gli 11 cadaveri recuperati, ieri, in area Sar libica, dalla nave Ong Geo Barents di Medici Senza Frontiere.

L’autorizzazione allo sbarco dei cadaveri è arrivata dal ministero dell’Interno.

Tra qualche ora (oggi, 8 giugno) verrà impegnata, una motovedetta della guardia costiera di Lampedusa per il trasbordo: la nave, infatti, è troppo grande per ormeggiare al porto della maggiore isola delle Pelagie. Dopo il trasbordo dei cadaveri, la Geo Barents, che ha a bordo 165 persone, proseguirà per il porto sicuro assegnato di Genova.

Gli 11 cadaveri di migranti erano stati avvistati ieri, dopo un naufragio, dall’aereo Seabird di Seawatch e la nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere, che si trovava in zona, dopo aver soccorso due imbarcazioni, è stata autorizzata al recupero.

Intanto la Capitaneria di Lampedusa ha già rappresentato all’Italian maritime rescue coordination center di Roma le “criticità” legate alla gestione di così tanti cadaveri su Lampedusa. Nella piccola camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana c’è già il feretro della neonata di 5 mesi, figlia di guineani, che è stata trovata morta quando la nave Humanity1 della Ong tedesca Sos Humanity ha soccorso il barchino.

Il cadavere della piccola era stato sbarcato a Lampedusa il 29 maggio scorso assieme alla mamma della piccola, una diciannovenne, e alla sorellina di 2 anni. La prefettura di Agrigento ha già attivato entrambe le ditte di pompe funebri che sul molo Favarolo faranno trovare le 11 bare; il prefetto Filippo Romano ha iniziato a individuare posti nei cimiteri della provincia. Nell’attesa dell’apertura del cimitero islamico di Palma di Montechiaro, ancora una volta, il prefetto sta cercando disponibilità da parte dei sindaci dell’agrigentino per dare degna sepoltura agli 11 feretri.  Foto di repertorio