“Ho trovato grande comprensione per quello che sta accadendo in Italia riguardo all’immigrazione del premier israeliano Netanyahu. La preoccupazione sul fatto che molti migranti arrivano da aree controllate dal Gruppo Wagner. Non vorrei ci fosse un tentativo di spingere migranti verso l’Italia”.
Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Lo scenario è stato adombrato per due volte nel giro di poche ore da due esponenti di primo piano del governo Meloni. Tajani, appunto, e il suo collega della Difesa Guido Crosetto. Due figure, dunque, direttamente investite dalla questione, riferisce il Corriere.
La Brigata Wagner è la società russa di mercenari impegnata in prima linea nella guerra in Ucraina (e in particolare sul fronte di Bakhmut), ma da anni attiva anche in molti scenari caldi dell’Africa.
Tajani ha chiamato in causa i soldati privati filo Putin al termine di un incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
A seguire, ecco invece quanto dichiarato dal ministro della difesa Guido Crosetto: “Mi sembra che ormai si possa affermare che l’aumento esponenziale del fenomeno migratorio che parte dalle coste africane sia anche, in misura non indifferente, parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la divisione Wagner sta attuando, utilizzando il suo peso rilevante in alcuni paesi africani”.
Di sicuro i due ministri sono in possesso di informazioni riservate. In più gli 007 italiani hanno detto che nei campi libici ci sono circa 685.000 migranti pronti a intraprendere la traversata del Mediterraneo.
La presenza nell’area di militari della Wagner è documentata da anni: secondi fonti del sito specializzato Analisi Difesa il gruppo di mercenari russo dispone tra i 1.000 e i 2.000 effettivi dispiegati nella base di Al Jufra, nei presi di Sirte a sostegno delle milizie del generale ribelle Khalifa Haftar: il contingente può contare anche su 9 aerei Mig 29 ma si è ridotto a meno della metà rispetto ai 5.000 miliziani di cui disponeva fino a pochi anni fa.
La Wagner è certamente presente in alcuni Paesi della fascia subsahariana, ad esempio Mali, Sudan e Repubblica Centrafricana. Altrettanto sicura è la presenza dell’armata di proprietà dell’oligarca Evgeny Prigozhin in Siria, altra area da cui stanno arrivando migranti in Italia. A partire dal 2014 mercenari russi sostengono il regime di Bashar Assad, anche con azioni di intelligence sul campo e addestramento di truppe governative.
Resta da capire se esiste davvero un nesso di causa, così come paventato da Tajani e Crosetto, tra l’azione dei russi e l’impennata di sbarchi. I barconi stanno partendo sì dalla Libia ma in misura sempre più crescente anche dalla Tunisia, mentre per anni la rotta che attraversa lo Ionio ha potuto contare su scafisti russi e ucraini.
Per contrastare il flusso, intanto, Palazzo Chigi sta riprendendo in considerazione l’ipotesi di schierare le navi della Marina Militare.
La misura era in un primo tempo inserita nel “decreto Cutro”, ma poi era stata depennata: l’idea si è di nuovo fatta strada nel corso di un vertice tenutosi tra la premier Giorgia Meloni, i ministri interessati e i vertici dei servizi segreti.
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