Eccolo in un allenamento alla vigilia del suo ritorno in campo.
In molti sono pronti a scommettere nell’ennesimo ritorno vincente. Ma nessuno in realtà può azzardare pronostici. Nadal è Nadal, un fenomeno assoluto, un esempio, ma gli anni sono 37 e gli avversari sono giovani e forti. L’unica certezza è che se Rafa è tornato è perché pensa di poter competere con i migliori e per farlo ha anche modificato la sua dieta.
Una carriera straordinaria. Nel 2004 ha vinto il primo titolo ATP, dopo vent’anni proverà a vincere ancora. All’epoca era un ragazzino e come tanti ragazzini si alimentava mangiando anche del cibo che non si confà a uno sportivo del suo livello.
La Nutella e la Coca Cola, quanto le patatine fritte, facevano parte del suo menù. Ma di anni ne sono passati e non è più il tempo di mangiare zuccheri, grassi o carboidrati. Pure quelli ci sono nella dieta, ma con moderazione.
Dieci anni fa ha iniziato a collaborare con Gemma Bes, una nutrizionista spagnola, che però recentemente è stata rimpiazzata da Nuria Granados, che ha parlato in un’intervista della dieta di Nadal, che ha cambiato radicalmente la sua alimentazione in questi anni. E lo sono ulteriormente adesso, dopo un anno di stop e con un fisico che è stato fiaccato da tanti infortuni.
A Relevo la dottoressa Granados ha spiegato che quella del 22 volte vincitore Slam è una dieta antinfiammatoria.
La dieta è fondamentale, ma la forza della dieta di Nadal sta nella flessibilità: “I consigli sono mirati a coprire il fabbisogno nutrizionale in basi a quello che devi fare. Nel pre-stagione si stabiliscono gli obiettivi di composizione corporea e si aumenta l’apporto proteico e lo si distribuisce nell’arco della settimana. Dipende anche dal consumo o se, come in questo caso, se devi recuperare da un infortunio. La dieta deve essere il più personalizzata possibile”.
I divieti di Rafa sono diversi: “Gli alimenti sconsigliati a Rafa sono gli stessi della popolazione generale: alimenti con pochissima densità nutrizionale o addirittura con ingredienti che sottraggono più di quanto aggiungono. Mi riferisco a tutti questi prodotti ultra-processati con qualità molto bassa ingredienti, con grassi che non sono alimenti sani come i grassi trans o quelli con zuccheri aggiunti in eccesso”.
Dieta sì, ma ogni tanto uno stravizio sì. E lo spagnolo sa bene cosa vuole quando deve trasgredire nella dieta. Nel suo mirino c’è sempre la cioccolata, il suo tallone d’Achille (culinario).
Un piccolo strappo che non fa arrabbiare la dottoressa Granados, che ha spiegato pure cosa cambia nel giorno della partita: “Il consumo di carboidrati aumenta, quello di proteine è moderato e quello di grassi è ridotto. Anche il consumo di fibre è minore. Il consumo di carboidrati si completa prima o dopo la partita con barrette di cereali, gel, bevande sportive o caramello gommose”.
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