Pubblicato il 11 Ottobre 2026
Il presidente ucraino: «Se Washington vuole nuove elezioni, chieda a Putin di fermare la guerra per due mesi»
Volodymyr Zelensky risponde con fermezza alle dichiarazioni di Donald Trump sul futuro politico dell’Ucraina. Il presidente americano ha sostenuto che il Paese dovrebbe eleggere un nuovo leader, provocando la reazione del capo di Stato ucraino, che ha ribadito il diritto del popolo di scegliere autonomamente i propri rappresentanti.
«Con tutto il rispetto per il presidente Trump, spetta agli ucraini decidere quando votare e chi eleggere», ha dichiarato Zelensky. Il leader di Kiev ha inoltre lanciato una proposta concreta: se Washington intende favorire lo svolgimento delle elezioni, può chiedere a Vladimir Putin di accettare un cessate il fuoco completo della durata di 60 giorni.
Secondo Zelensky, una pausa di due mesi nei combattimenti consentirebbe alle autorità ucraine di organizzare le consultazioni elettorali, garantendo condizioni più adeguate per i cittadini.
Il nodo delle elezioni durante la guerra
La questione del voto resta particolarmente delicata per Kiev. Zelensky ha sottolineato che, in pieno conflitto, organizzare elezioni comporta ostacoli significativi, sia sul piano della sicurezza sia sotto il profilo giuridico e costituzionale.
Il presidente ha spiegato che la guerra rende difficile garantire ai cittadini la possibilità di recarsi alle urne in condizioni sicure. A questo si aggiungono le disposizioni normative che regolano lo svolgimento delle consultazioni durante il conflitto.
Zelensky ha ricordato anche che la scelta del prossimo presidente deve rimanere nelle mani della popolazione ucraina, indipendentemente dalle pressioni provenienti dall’estero. Ha inoltre affermato di essere consapevole del fatto che Putin auspicherebbe un cambiamento alla guida del Paese.
La proposta di una tregua energetica
Nel confronto con Trump, un altro tema centrale riguarda la possibilità di raggiungere un’intesa sulla sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche. Intervenendo all’emittente statunitense ABC, Zelensky ha indicato un’eventuale tregua energetica come un possibile primo passo verso una riduzione delle ostilità.
«Se vogliono una tregua energetica, siamo disponibili», ha spiegato il presidente ucraino, precisando che Kiev sarebbe pronta a interrompere gli attacchi contro gli impianti legati alla produzione di carburante in cambio della cessazione delle offensive russe.
La proposta di Zelensky punta a un’intesa reciproca: la Russia dovrebbe smettere di colpire il territorio ucraino e di provocare vittime tra i civili, mentre Kiev sospenderebbe le proprie operazioni contro le infrastrutture petrolifere russe.
Il leader ucraino ha definito questa prospettiva un accordo equo, fondato sull’impegno di entrambe le parti a limitare gli attacchi contro il settore energetico.
Lo scontro con Trump e le accuse sulle raffinerie russe
Le dichiarazioni di Zelensky arrivano dopo le dure critiche di Trump, che ha attribuito al presidente ucraino responsabilità per il mancato raggiungimento di un accordo capace di porre fine alla guerra.
Il capo della Casa Bianca ha inoltre accusato Kiev di aver condotto ripetuti attacchi contro le raffinerie russe, contribuendo, secondo la sua ricostruzione, all’aumento dei prezzi del gasolio sui mercati internazionali.
Il confronto si inserisce anche nel contesto dell’intesa energetica tra Stati Uniti e Russia, che prevede la sospensione delle sanzioni energetiche statunitensi fino ad aprile e la fornitura di gasolio russo agli Stati Uniti.
Zelensky, dal canto suo, insiste sulla necessità di distinguere le questioni politiche dalle condizioni concrete necessarie per garantire elezioni regolari.
«Accetteremo la scelta del popolo ucraino»
Il presidente ucraino ha ribadito che un eventuale cambiamento alla guida del Paese deve derivare dalla volontà degli elettori, non da pressioni esterne.
La sua proposta rivolta a Trump è chiara: se gli Stati Uniti vogliono davvero favorire nuove elezioni in Ucraina, chiedano a Mosca di garantire due mesi di cessate il fuoco. In presenza di una tregua totale di 60 giorni, Kiev sarebbe pronta ad avviare l’organizzazione del voto.
Zelensky ha infine assicurato che il risultato delle consultazioni verrebbe rispettato, qualunque fosse la decisione degli elettori. Una posizione che riafferma la centralità della sovranità ucraina e lega l’eventuale svolgimento delle elezioni alla possibilità di creare condizioni di sicurezza adeguate.

